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9. Arriviamo al dunque

Cari giovani,
se guardiamo alle nostre giornate, compiamo delle scelte dalla mattina alla sera, siamo chiamati a decidere sia su cose semplici del nostro quotidiano, ma talvolta siamo anche posti di fronte a scelte su ciò che riguarda la nostra vita e che sono di vitale importanza. Fortunatamente, la maggior parte delle scelte che facciamo riguardano la sfera delle cose più semplici, altrimenti sarebbe davvero difficile e stancante compiere questo compito così importante. Tuttavia le decisioni importanti ci sono e quindi meritano la nostra attenzione.
In primo luogo, ricordate che non dobbiamo mai farci prendere dalla fretta e, quindi, arrivare a prendere decisioni velocemente. Se dovete scegliere tra due cose, soprattutto quando si tratta di realtà importanti di vita (camminare verso il matrimonio con quella persona, compiere passi concreti verso la vita consacrata o sacerdotale), dovete prendervi il giusto tempo per poter discernere ciò che è giusto.
Un secondo aspetto da prendere in considerazione è ricordarsi che siete liberi di scegliere ciò che volete o ciò che ritenete sia più giusto. Infatti, benché Dio sia onnipotente e possa tutto, tuttavia non vuole toglierci la libertà che ci ha dato. Quando Dio chiama a vivere là dove possiamo essere pienamente felici secondo la sua volontà, Egli vuole che questo sia fatto con il nostro pieno consenso e che scegliamo non per forza o costrizione, bensì in piena libertà.
In terzo luogo, vi ricordo che negli snodi di scelta è essenziale lasciarvi guidare: la libertà va accompagnata, perché è difficile trovare la strada da soli. Compiere scelte pienamente libere comporta aver chiaro il bene che gli altri possono ricevere da me, e quanto io posso essere pienamente realizzato quando sono per gli altri. Vi ho già scritto in merito, ma mi permetto di ricordarvi che proprio qui siamo più bisognosi di una voce esterna che confermi, o corregga, o dissuada da scelte che segnano il vostro futuro.
Una degli interrogativi che ovviamente scaturisce da questo movimento di scelte, soprattutto per quelle più importanti, è: come possiamo essere sicuri di aver fatto la scelta giusta? La domanda è lecita, perché nessuno vuole sbagliare e tutti vorremmo subito compiere la scelta giusta che possa essere definitiva. Vorremmo quasi poter scegliere una volta sola e non doverci più tornare sopra e stare tranquilli in ciò che abbiamo già deciso. In questo senso credo di dover sottolineare un aspetto importante. Dovete capire bene che lo scegliere, il prendere delle decisioni, non può mai essere qualcosa di “una volta e basta”, ma è un processo, un processo che ha dei tempi talvolta anche lunghi, che permettono di andare in profondità nelle cose e così raggiungere sempre di più una certezza morale che ciò che ho fatto sia la scelta giusta. Qualsiasi sia lo stato di vita non è richiesto che, al momento della scelta, siate già perfetti, consapevoli di tutto ciò che questa scelta richiede. Non siete chiamati ad un per sempre cieco, bensì ad un cammino verso un per sempre consapevole e forte delle decisioni prese quotidianamente, frutto di una porzione di buona volontà guidata da prudenza e costanza.
Per poter vivere bene il tempo della scelta, occorre coltivare bene il primo movimento, scavando nella propria vita senza affidarsi solo alle emozioni e senza calcolare solo con l’intelligenza. L’equilibrio di tutte le componenti della persona va cercato e garantito sempre, ma soprattutto all’inizio dovete assicurarvi che la scelta che avete fatto abbia delle solide basi. Una volta fatta la scelta iniziale, non occorre preoccuparsi se nei primi tempi sorgono amarezze o tiepidezze in proposito. C’è il rischio infatti di cambiare idea spesso e in fretta: una volta che avete fatto la vostra scelta, non guardate troppo a sinistra o a destra. A volte è facile, a volte anche seducente, distrarsi, esplorare o prendere altre strade. Guardare troppo altrove può portarvi su una strada diversa, dubitando e pentendovi della scelta originale che avete fatto. Se questo accade in tempi di euforia e di scoraggiamento, in tempi di crisi, ciò che è importante fare è certamente non prendere decisioni in quel momento e non cambiare la decisione iniziale, ma restare nel momento, attendendo un tempo di tranquillità che possa permettere di rileggere con calma ciò che ha caratterizzato la crisi e quindi prendere le decisioni in merito, sempre secondo coscienza e in un movimento di accompagnamento. Se si cerca di tenere sempre la propria volontà ben ferma nel perseguire il bene scelto, come ad esempio un serio cammino di fidanzamento, o una stabile esperienza di vita comunitaria per la vita religiosa o sacerdotale, Dio non mancherà di condurre tutto a buon fine. Come abbiamo già detto, questo cammino richiede tanti singoli “sì”, ogni giorno. Anche le azioni apparentemente più indifferenti diventano fertili se orientate al Bene da perseguire. Si tratta della perseveranza che diviene fedeltà quotidiana.


Ufficio Animazione Vocazionale